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Felicità al lavoro

[md_text md_text_title1=”pixflow_base64IA==” md_text_title_separator=”no”]A cosa pensi quando senti parlare di psicologo in azienda? Probabilmente la prima immagine che salta alla mente è quella di un professionista chiamato a risolvere circostanze specifiche, come, tra le altre, ridurre il tasso di turnover o la resistenza al cambiamento. Tuttavia la psicologia del XXI secolo vuole andare oltre questo paradigma. Negli ultimi 20 anni, infatti, gli psicologi professionisti si sono interrogati sulla possibilità di migliorare gli aspett una scienza che studia la felicità anziché l’ansia o la depressione. Questa scienza è chiamata psicologia positiva e il suo scopo è quello di rintracciare e rendere evidente ciò che c’è di buono negli individui. Questa scienza si è fatta strada in ambito aziendale e i risultati raggiunti da professionisti della psicologia organizzativa positiva sono estremamente promettenti. In questo articolo, basato su una revisione sistematica di Meyers, Woerkom e Bakker (2012), saranno descritte le principali applicazioni di questa disciplina. I professionisti che applicano la psicologia positiva nei contesti aziendali hanno a disposizione una vasta gamma di tecniche per far migliorare un luogo di lavoro, tra cui:

  1. La coltivazione di esperienze soggettive;
  2. La costruzione di tratti individuali di capitale psicologico;
  3. La costruzione di pratiche e istituzioni positive all’interno dell’azienda.

Le prime riguardano quegli interventi che nutrono esperienze positive come la speranza e la felicità. Gli interventi di gratitudine, per esempio, sono studiati per far smettere di focalizzare la  mente sul rimpianto, spostando l’attenzione verso la memoria delle cose buone che sono accadute. Una tecnica efficace da mettere in pratica durante gli  interventi di gratitudine è quella di chiedere di scrivere ogni giorno, per la durata di un’intera settimana, le cose migliori che sono accadute e che ci hanno resi grati al mondo. La programmazione del capitale psicologico, invece, lavora su quattro stati mentali che risultano motivanti e in grado di stimolare la creatività, tutti ottimizzabili grazie alla pratica costante:  l’auto-efficacia, la speranza, l’ottimismo e la resilienza. Il secondo gruppo include, dunque, tutti quegli interventi che promuovono lo sviluppo di tratti individuali. La psicologia positiva quindi, comporta una riflessione sui momenti in cui si è dato il meglio di se e si è stati più soddisfatti del proprio operato. Un esperimento consigliato potrebbe essere quello di porre le stesse domande poste dagli psicologici ai propri colleghi, in modo che questi aiutino a identificare i propri punti di forza, per poterli sviluppare e aumentare un forte senso di orgoglio e autenticità. Infine, concentrandosi sul gruppo di persone che compongono l’azienda, lo strumento più conosciuto per migliorare il benessere e la felicità sul luogo di lavoro non è altro che un’indagine sul grado di apprezzamento sull’azienda stessa da parte di chi l’azienda la vive. L’esecuzione di un’approfondita inchiesta in merito ad un’azienda significa avere la possibilità di raccogliere storie di successo, sviluppare idee per un futuro luminoso e creare piani d’azione per diventare, un giorno, l’azienda perfetta. Questa tecnica ha un grande impatto sulla motivazione e favorisce un clima collaborativo e apprezzato.

Fonti

Meyers, M.C., van Woerkom, M., Bakker, A.B. (2012). The added value of the positive: A literature review of positive psychology interventions in organizations. European Journal of Work and Organizational Psychology. 22, (5), 618-32. http://dx.doi.org/10.1080/1359432X.2012.694689[/md_text]