Nell’azienda 6.0 l’asset più importante è il personale.

Le aziende non avranno le capacità necessarie (e indispensabili) per avere successo nell’era digitale se non prenderanno in seria considerazione la trasformazione dei propri dipendenti. Lo dice il report «Workforce Transformation in the Digital Vortex» realizzato dal DBT (Digital Business Transformation) center e nato per iniziativa di Cisco.

Quando le risorse umane diventano davvero efficaci? Quando vengono poste nelle condizioni di comportarsi come soggetto portatore di un valore originale e autonomo, con una propria collocazione nel sistema organizzativo, capace di sviluppare e rigenerare competenze e relazioni anticipando le esigenze del cliente esterno e interno.

Le persone sono considerate quindi portatrici di un’autonoma progettualità, di una capacità di innovazione, di una capacità di sviluppare e gestire il proprio valore. E, corrispondentemente, l’azienda deve essere in grado di integrare queste persone nella struttura e nella strategia, garantendo lo stato di benessere e soddisfazione sufficiente per permettere alle persone di lavorare bene e generare risultati. 

Ma come è possibile generare benessere nelle aziende? Quante sono le aziende che le aziende che dedicano la giusta attenzione a questo aspetto e al benessere dei propri dipendenti? 

Ne parleremo venerdì 1 Febbraio al workshop “Leader Mente Corpo. Energia, Benessere, Efficacia nella tua organizzazione presso la Fiera di Padova: l’evento organizzato da PadovaFiere in collaborazione con la nostra società di formazione e consulenza e dedicato al tema del benessere organizzativo. 

0

Benessere, IBP, Intelligenza, Lavorare Felici, Miglioramento

Quando qualcuno ti delude ripetutamente può scatenare in te una miriade di pensieri e sentimenti contrastanti. Potresti sentirti arrabbiato, o addirittura iniziare a provare un tale risentimento da provocarti tristezza. Il punto cruciale è che queste sensazioni possono ferire seriamente te e il tuo rapporto con quella persona.

0

Benessere, IBP, Intelligenza, Lavorare Felici, Miglioramento

Oggi c’è molta attenzione intorno ai neuroni specchio. Molti neuro scienziati ci spiegano come mai, quando ci troviamo di fronte ad un’ altra persona, siamo cosi bravi a capire come si sente. La natura di questi neuroni, infatti, permette al nostro cervello di ‘risuonare’ con i comportamenti che osserviamo negli altri.

0

Lavorare Felici

Circondarsi di persone che la pensano anche in modo totalmente differente rispetto a noi è un ottimo modo per stimolare la nostra capacità creativa. La diversità è infatti un motore propulsivo infallibile, sia per favorire lo sviluppo di nuove idee, sia per farci riflettere sulle discrepanze del nostro progetto.

Cadere vittima della trappola della “somiglianza”, ovvero della tendenza ad attorniarsi esclusivamente di persone simili a noi per comportamenti, abitudini e modi di pensare, è fin troppo facile, soprattutto nell’era dei social networks e delle web communities, il cui filo conduttore è proprio quello dell’appartenenza “virtuale” ad un gruppo con interessi simili. Nel “muro” di Facebook, ad esempio, per coloro che hanno un profilo social, trovate prevalentemente contenuti che corrispondono ai vostri interessi.

In questo video vi racconto un’esperienza capitata durante un convegno di lavoro, che mi ha fatto riflettere profondamente. Quello che io considero “il mio mondo” non è una riproduzione in scala della pluralità delle diverse esperienze e modi di pensare che esistono nella realtà, ma ne rappresenta soltanto una piccola porzione.

Questo aspetto deve essere tenuto in considerazione soprattutto se ci occupiamo di marketing e di business e dobbiamo rivolgerci ad una platea di persone. Ogniqualvolta elaboriamo un progetto di marketing, dobbiamo uscire dal nostro angusto spazio concettuale, andando ad esplorare tutti i possibili mondi che stanno oltre alla barriera della nostra pigrizia e abitudine mentale.

0

Lavorare Felici

Gli psicologi la chiamano “percezione di controllo e padronanza” ed è la sensazione di poter controllare situazioni e fattori, anche ambientali, nella realtà che ci circonda. Se trasportiamo questa percezione nel mondo del lavoro e, più specificatamente, nella gestione risorse umane, questa sensazione di controllo e autonomia si traduce nella maggior parte dei casi in un maggior stato di benessere e qualità dell’ambiente lavorativo. I collaboratori che si trovano ad operare in un ambiente in cui viene data loro la possibilità di compiere delle scelte, manifestando la propria volontà in maniera totalmente autonoma, sono proprio, secondo gli studiosi, quelli più felici e con un elevato stato di benessere. Ecco che il semplice controllare e cambiare la temperatura del termostato all’interno dell’ufficio può trasformarsi in uno strumento di benessere per la forza lavoro. Ciò che davvero conta è la sensazione di poter esercitare un controllo, non il fatto di avere realmente un controllo sulle cose importanti. Questo fenomeno dipende dal fatto che tutti noi, in misura minore o maggiore, siamo intimamente condizionati, in termini positivi, dalla possibilità di poter controllare e cambiare le cose e di avere un ruolo ben definito nel mondo.

Come si traduce il concetto di percezione di controllo sul piano della gestione risorse umane?

Semplice. Se come imprenditori e responsabili delle risorse umane desideriamo aumentare il livello di benessere dei nostri collaboratori, è necessario permettere loro di esprimere in qualche modo la propria individualità e autonomia. Anche in quelle realtà aziendali più articolate e strutturate dal punto di vista strategico è possibile escogitare sistemi per lasciare ai dipendenti la capacità di scegliere e decidere per sé. L’esempio del termostato, per intenderci, fa parte di questi sistemi. L’importanza dell’autonomia dei dipendenti, perlomeno sul piano percettivo, è evidente e lampante in quei contesti lavorativi in cui i collaboratori sono più insoddisfatti e sofferenti e dove si sfrutta qualunque pretesto per lasciare spazio a lamentele, dissensi e negatività. Concludendo, meglio concedere ai collaboratori qualche libertà e licenza in più, piuttosto che vederli insoddisfatti, “lamentosi” e… inevitabilmente meno produttivi.
0